I consigli di lettura di Massimo



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Se cercate l'Africa dei grandi spazi, dei cieli bassi e dei parchi nazionali, questo libro non fa per voi. Se invece volete saperne di più sull'Africa degli africani, allora Afrozapping di Sergio Ramazzotti soddisferà molte delle vostre curiosità. La forma scelta dall'autore per raccontare il continente dove tutto ha avuto inizio qualche milione di anni fa, é quella degli appunti di viaggio. Il linguaggio é quello diretto del reporter viaggiatore che descrive ciò che vede, e Ramazzotti, pur limitando allo stretto necessario le interpretazioni personali, riesce a trasmettere le proprie emozioni al lettore con grande maestria di narratore.
L'Africa raccontata, o meglio incontrata, dall'autore, é quella di tutti i giorni, quella che convive, nel bene e nel male, con le proprie contraddizioni. Un'Africa composta da mille etnie che si disprezzano l'un l'altra da sempre, ma che da poco più di un secolo sono costrette a convivere dentro confini tracciati dagli interessi delle potenze coloniali del XIX secolo. Popoli convertiti al Cristianesimo e all'Islam, ma che rimangono profondamente animisti. Genti sfruttate da sempre, che vivono in condizioni di perenne emergenza e che, nonostante tutto e tutti, riescono a trovare forza ed energie per cavarsela ancora una volta e sorridere. Una lettura che consiglio a tutti coloro che amano il continente nero per quello che é.


Afrozapping

di Sergio Ramazzotti (Feltrinelli, 2006)

Un romanzo che ti cattura dall'inizio alla fine. Una storia emozionante, a volte leggera come un aquilone; spesso cruda ed aspra come crudo ed aspro é il paese dove é ambientata. Un bellissimo romanzo che spiega l'Afganistan degli ultimi decenni meglio di quanto non possano fare i libri di storia. Il senso di colpa nei confronti di un vecchio amico, che sta alla base del racconto, ci fa sentire coinvolti nella storia e partecipi delle emozioni del protagonista (chi non ha qualcosa da rimproverarsi?). La descrizione nuda e cruda dell'Afganistan prima e dopo la rivoluzione talebana ci fa capire come sia complessa la situazione socio-politica di quel martoriato paese. Una lettura che ti lascia qualcosa di più della semplice soddisfazione di avere speso bene i tuoi soldi.


Il cacciatore di aquiloni
(The kite runner)
di Khaled Hosseini (Piemme, 2004)

Un'opera difficile, se non impossibile, da descrivere in poche parole. L'improbabile epopea della altrettanto improbabile famiglia Buendía, mirabilmente raccontata da uno dei geni contemporanei della scrittura, Gabriel Garcia Marquez. Il libro che gli valse il Nobel per la letteratura nel 1982. Un romanzo che ti trasporta in un mondo dove (quasi) tutto é meraviglia e passione. Con una scrittura schietta e semplice l'autore fa vivere al lettore un'esperienza letteraria unica, dove la fantasia, la meraviglia e l'impossibile diventano possibili e reali, e danno vita ad un'avventura avvincente, divertente e drammatica allo stesso tempo. Da leggere e da rileggere.


Cent'anni di solitudine
(Cien años de soledad)

di Gabriel Garcia Marquez (Mondadori, 1988)

La storia della colonizzazione del Sudafrica magistralmente raccontata in un grande romanzo che appassiona dall'inizio (forse un po' lento) alla fine. Una saga appassionante con riferimenti storici corretti, scritta con uno stile scorrevole da un grande autore molto prolifico che nei suoi romanzi riusciva sempre a bilanciare ricostruzione storica e fantasia nelle giuste dosi (Michener é scomparso nel 1997). Una lettura che alla fine lascia pienamente soddisfatti ed aiuta a capire la storia di quel bellissimo paese e l'origine del dramma dell'Apartheid.

  
L'Alleanza
(The Covenant)

di James Albert Michener

Romanzo ambientato sull'Appennino tosco-romagnolo verso la fine della seconda guerra mondiale, quando l'esercito tedesco in ritirata sperava ancora di arrestare l'avanzata degli alleati fortificando la Linea Gotica. Fatti storici e vicende personali si intrecciano e fanno rivivere l'atmosfera di incertezza del dopo 8 settembre. Gli sfondi su cui si muovono i personaggi del romanzo sono i boschi, i campi, le strade e i dirupi del Fumaiolo, dell'Alpe della Luna e di tutti i paesi dell'alta valle del Tevere, del Marecchia, del Savio e del Bidente. La lettura ci fa riscoprire le Balze, la Falera, Senatello, Casteldelci, Fresciano ai tempi in cui, loro malgrado, quei luoghi fuori dal mondo si ritrovarono a contatto con la storia.



 L'ombra del cerro

 di Silvia Di Natale (Feltrinelli, 2005)

Due libri che, pur essendo profondamente diversi per tipologia, si somigliano e, a mio modesto avviso, meritano di essere letti. L'opera di Paolo Dune é un romanzo, "teologico giudiziario" che getta nuova luce su cului che della luce fu il portatore; Lucifero.
Il libro di Riccardo Magnani, invece, é un saggio sulle religioni che ci offre diversi spunti per ragionare in maniera critica sulla fede, dall'autore definita come "vannamarchismo".

Due letture diverse tra loro, ma con in comune le eterne questioni che girano intorno alla religione che fu creata sul personaggio di Gesù Cristo.


CopertinaL'attenuante 666
di Paolo Dune (Manni, 2001)

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fede è una menzogna più gr La fede é una menzogna più grande dell'opinone
di Riccardo Magnani (Altromondo, 2008)

Ne "La vedova scalza", Salvatore Niffoi é la forza dell'amore selvatico applicata alla società rurale nella Barbagia ai tempi del fascio. Una Sardegna cruda e sanguinaria. Un posto da uomini duri, dal coltello sempre pronto e dallo schioppo facile. Una società dove la donna viveva ed esisteva in funzione del suo uomo, con lo scopo primario di soddisfarne le esigenze elementari e provvedere alla procreazione. La voce narrante é quella di una donna della Barbagia, che nonostante cerchi di ribellarsi allo stato delle cose, finisce con l'essere dura e sanguinaria come e più di quegli uomini che in fondo disprezza. Bello e intenso, ma con molte frasi e parole in sardo che spesso rallentano la lettura.
 

La vedova scalza
La vedova scalza
 di Salvatore Niffoi (Adelphi, 2006)

 

Sarà che ho un debole per tutti i libri che parlano di Africa, o che sono ambientati nel continente nero, ma questo romanzo (l'unico di Flaiano) scritto nel 1947, mi é piaciuto proprio molto. Una storia densa, una serie di eventi che il protagonista sembra subire come in trance, offrono un ritratto disincantato e realisticamente critico dell'avventura coloniale italiana in Etiopia. Gli appunti di Flaiano ufficiale in Etiopia, dai quali ha attinto per la stesura del romanzo, valgono da soli l'acquisto di questo bel libro ripubblicato da Rizzoli nel 2008.
 


Tempo di uccidere
 
di Ennio Flaiano (Rizzoli, 2008)


La storia di un equivoco. Trieste, settembre 1943. Su una nave da guerra tedesca in attesa di partire per il fronte, viene portato un uomo in fin di vita. Un violento colpo alla testa ha mandato in frantumi la sua memoria, anche quella linguistica. Non ha con sé documenti quindi risulta difficile la sua identificazione. Da alcuni indizi il medico di bordo, di origine finlandese, crede di riconoscere in lui un compatriota. E per lunghi giorni gli si dedica, rimettendolo in forze e educandolo alla sua lingua madre, come un bambino. Poi lo fa ritornare a Helsinki.
Una storia originale, scritta molto bene, la psicologia dei personaggi é ben dettagliata. Una lettura da non affrontare sottogamba, ma comunque scorrevole e interessante.
 

Nuova grammatica finlandese

Nuova grammatica finlandese
di Diego Marani (Bompiani, 2005)
 

Luther Blissett é un nome collettivo dietro cui si cela un gruppo di autori non meglio identificati.
Uno dei libri più coinvolgenti che abbia letto negli ultimi dieci anni. Non una lettura da tram, o da pochi minuti ogni tanto, ma un libro che richiede tempo e immersione totale nel racconto. Quindi, lettori "di superficie" astenersi, non é un romanzo leggero.

Q

"Q"
di Luther Blissett (Einaudi, 1998)

Dagli stessi autori di Q, che questa volta, con lo psedonimo di Wu Ming, ci hanno regalato un'opera meno complessa del loro capolavoro riconosciuto. Manituana é meno "profondo" di Q, meno complesso e più lineare. Forse perde il confronto in qualità letteraria, ma ne guadagna in scorrevolezza e immediatezza. Non un capolavoro, ma un bellissimo romanzo.

Manituana

Manituana
di Wu Ming (Einaudi, 2007)



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